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EVENTI / GIRO DEI PIAIS

Area scialpinistica del Pradut


Area scialpinistica Pradut

Collocazione geografica

La dorsale del Ressetùm, lunga circa 12 km, si sviluppa nell’Alta Valcellina a Sud di Claut in direzione Est-Ovest. Il suo versante meridionale, ripido e verticale nella parte sommitale, è ben visibile dalla pianura pordenonese. Il versante Nord ,invece, degrada più dolcemente verso la conca di Claut e per esposizione e pendenze si presta alla pratica delle attività ludiche invernali. Per accedere all’area più interessante in tal senso si prosegue oltre l’abitato di Claut per circa 2,5 km fino alla  piccola e suggestiva frazione di Lésis (conosciuta localmente come “Stok”). Da qui sullo storico Ponte degli Alpini si attraversa il Cellina raggiungendo subito il comodo parcheggio, base principale per la salita più diretta alla Casera Pradùt. Un ampio parcheggio è disponibile anche poco prima del Ponte.


File pdf  Guida all'area (file.pdf - 2,5 Mb)


Breve storia scialpinistica

In passato solo pochi valligiani, perlomeno originali, frequentavano d’inverno l’area del Pradùt. Escursioni a piedi o con le ciaspe. Raramente per controllo delle strutture malghive. Più spesso per l’affascinante quanto fraudolenta caccia primaverile nelle arene di canto del gallo forcello e del cedrone tra notte e alba, tra fascino e paura. In tempi più recenti per sporadiche escursioni alpinistiche da parte di pochi cultori degli ambienti solitari.

Estenuanti marce nella neve fonda. Notti all’addiaccio verso la casera. Feste e capodanni interminabili per affrontare albe con gambe incerte. Vette e traversate senza sci, con la neve fino alla pancia, con le ginocchia obbligatoriamente scoperte dagli obbligatori pantaloni alla zuava di fustagno bagnato e poi definitivamente indurito dal gelo. Qualcuno osa vecchie ciaspe di legno e corda, efficacissime nel trattenerti nella neve più profonda. Stivali da neve militari (ghette) con mille spaghi e nodi e scarponi di cuoio annegati nel grasso ma orgogliosamente indifferenti ai cambi di stagione e al look di tendenza. Negli anni settanta si instaura una simpatica tradizione che vede alcuni pochi appassionati di sci su pista incontrarsi con gli sci da discesa alla casera. Non c’è ancora la strada. Con gli sci in spalla fino alla cresta sommitale. Poi la discesa con gli sci fin dove possibile. In realtà era un rientro a valle in qualche modo, ma comunque finiva sempre in un incontro piuttosto festoso alla casera tra brindisi e raccolta di tarassaco. Per parecchi anni questo incontro venne tacitamente concordato per il primo maggio. Ecco poi nel decennio successivo l’esordio e la crescita dell’ attività scialpinistica con un riferimento preciso all’anno 1991: il primo raduno scialpinistico del Pradùt. Un incontro di festa che si ripete ad ogni primavera, alla prima domenica di aprile, per richiamare chi ha ancora voglia di questi posti, di quest’aria, di quest’atmosfera leggera.
E ogni anno un po’ ci si meraviglia che l’entusiasmo dei partecipanti continui e si rinnovi. Nel 2005 il primo percorso agonistico: una tappa del circuito di Coppa Italia di scialpinismo a coppie. Nella fase organizzativa si scoprono nuovi percorsi, sconosciuti e poco immaginabili dal basso. Creste e catini nascosti. Avvallamenti e doline imprevedibili. Nuove prospettive per chi vuole vedere avanti. Un piccolo paradiso per fortuna nascosto e che potrebbe restare tale per scelta di molti. Non è in vendita ma solo in comodato d’uso a chi supera le selezioni possibilmente naturali. Chi ogni mattina ha occhi nuovi potrà fare e vedere belle cose. Nuove, diverse, piccole, ma tante. Ancora nel 2005 il primo tentativo di fruizione organizzata dell’area, ma in punta di piedi. La Casera Pradùt viene gestita per alcuni fine settimana con possibilità di ristoro e pernottamento in casera o in igloo. Il trasporto in quota viene organizzato con un piccolo insostituibile battipista, assistito da una motoslitta, messi a disposizione dall’amministrazione comunale. La pista forestale innevata viene regolarmente battuta e fresata con il battipista per renderla sempre perfettamente percorribile con gli sci, particolarmente in discesa. Iniziativa molto apprezzata da tutti i frequentatori per il basso impatto e la grande efficacia. L’accesso alla parte alta e più interessante degli itinerari è così garantito e alla portata di più
appassionati, comunque sempre soggetti a una selezione naturale efficace cui consegue un buon controllo dell’impatto ambientale. L’augurio è che il triste abbandono della tradizionale monticazione estiva dopo l’ultimo malghese del Pradùt (Mino de la lastra “sgrifa“) possa essere degnamente seguito da un’attività discreta e rispettosa dell’ambiente per far rivivere la presenza umana in questi posti con la stessa modestia e semplicità di chi come lui ci ha preceduto senza rumore per secoli.

“Non scacciate i cari spiriti della montagna dalla loro dimora. In
punta di piedi. Non chiamateli, ma state in ascolto. E non disturbate
il loro placido governo. Ve ne saranno grati e vi compenseranno!“
Julius Kugy – Dalla vita di un alpinista


Caratteristiche ambientali

Le escursioni invernali con gli sci o le ciaspe in quest’area sono dominate da una caratteristica veramente peculiare: spostamenti anche di pochi metri lungo gli itinerari in quota determinano repentini quanto piacevoli cambiamenti di scenario che in altri ambienti di montagna raramente si riscontrano. E’ un po’ come visitare
una grande mostra a stanze. Ogni pochi passi si scopre una nuova stanza: disegni, prospettive e respiri sempre nuovi e inattesi. Le gite scialpinistiche classiche sugli altri monti sono disegnate spesso dentro panorami suggestivi ma piuttosto fissi, ancor più uniformati dalla veste invernale. Qui a ogni svolta c’è un elemento nuovo che colpisce anche il profano. E’ un continuo gioco nel piccolo, pur in un ambiente nel complesso piuttosto grande. Ci sono numerose varianti dei percorsi assolutamente poco frequentate e molto remunerative, se scelte al momento giusto. Talora solo modeste deviazioni, ma spesso vale proprio la pena di andarci. Avvallamenti improbabili e impensabili, foibe, pendii nascosti, piccole conche, forme ardite e arrotondate che alzano d’improvviso il manto della neve; una continua piacevole sorpresa e uno dei principali pregi di questo terreno nella sua veste invernale. Il micropaesaggio e l’aspetto dei luoghi cambiano continuamente e con decisione ad ogni sci sospinto. Le caratteristiche di innevamento, di accessibilità, di itinerari tracciati e di manutenzione dei percorsi rendono quest’area un terreno ideale anche per chi si dedica alla corsa sportiva con gli sci. La pista forestale sempre ben battuta permette una facile e divertente discesa,
mentre le possibilità di salita adatte all’allenamento (la Classica) hanno praticamente sempre un’ottima traccia. E infatti negli ultimi anni la presenza degli “skyrunners” è aumentata in maniera esponenziale e la loro attività non sembra per niente interferire con gli interessi e il ritmo tranquillo dei più tradizionali escursionisti. Un’altra simpatica possibilità, gestita con le dovute precauzioni e prudenze, è la discesa con lo slittino lungo la pista forestale battuta che però non è progettata e gestita per questo scopo, per cui ciascuno deve essere consapevole dei rischi che corre. Questa considerazione ovviamente vale per tutte le attività sportive praticate nell’ambiente naturale non protetto, cioè non appositamente attrezzato e controllato.


La casera Pradut (1.435m)

È il centro di riferimento per  gran parte delle gite e delle attività e il punto di arrivo in quota con i mezzi meccanici. Dotata di minime strutture di accoglienza, ha un locale di emergenza sempre aperto ed è gestita  nei fine settimana invernali e durante le festività invernali. Possibilità di ricovero e ristoro. E’ preferibile chiedere sempre prima informazioni ai recapiti per conoscerne la disponibilità . Nel corso del 2011 è in atto. Durante la la costruzione di un adiacente piccolo rifugio che ne migliorerà l'accoglienza. Il trasporto fino alla casera è in genere facilitato  da mezzi meccanici (fuoristrada e battipista) a orari definiti o su prenotazione. consentendo di accedere più agevolmente agli itinerari più interessanti in quota anche a chi non è molto allenato. Infatti per raggiungere la Casera Pradùt vi sono ottocento metri di dislivello in bosco.



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